CIGSonline: nuovo sistema di pagamento della marca da bollo


Il sistema CIGSonline aggiorna il sistema di pagamento della marca da bollo. Dal 17 novembre 2021, non è più possibile assolvere al pagamento tramite titolo cartaceo.


 


Dalla suddetta data, l’unico strumento di pagamento riconosciuto sarà disponibile attraverso la modalità PagoPA e attivabile esclusivamente all’interno dell’applicativo.
Solo al termine positivo della procedura di pagamento, sarà possibile inoltrare l’istanza CIGS.
Dal punto di vista dei sistemi digitali messi a disposizione del Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali, l’avvio della procedura integrata con PagoPA costituisce un nuovo passo in avanti e aggiunge sicurezza, praticità e velocità all’intero sistema CIGSonline.
Tutte le istanze non inoltrate alla data di mercoledì 17 novembre, alle 9:00, potranno concludere la fase di preparazione e il successivo invio solo una volta eseguito il pagamento della marca da bollo tramite PagoPA.
La stessa modalità deve essere utilizzata anche nei casi in cui sia provveduto a salvare l’istanza firmata digitalmente, con marca da bollo cartacea, ma non ancora inoltrata.


Dal 17 novembre, inoltre, non è più possibile inoltrare le istanze utilizzando la modalità cartacea.
Per consentire lo svolgimento delle attività tecniche necessarie all’aggiornamento, la procedura CIGSonline non sarà disponibile nella fascia oraria dalle 9:00 alle 11:00 del 17 novembre 2021.

Autonomi: dal 29 novembre gli esiti sull’esonero parziale dei contributi


Si forniscono indicazioni per le singole Gestioni dell’Inps interessate dall’esonero parziale dei contributi previdenziali.


L’esito delle verifiche sulla sussistenza dei requisiti è visibile nel cassetto previdenziale della gestione di riferimento, in calce alla domanda stessa; dal 29 novembre 2021 sarà visibile anche l’importo concesso a titolo di esonero.
Con riferimento alle gestioni speciali autonome degli artigiani e commercianti, l’importo dell’esonero è visualizzabile nel Cassetto previdenziale degli Artigiani e Commercianti a decorrere dalla suddetta data del 29 novembre 2021.
In caso di riconoscimento dell’esonero in misura inferiore rispetto all’importo della contribuzione fissa dell’anno 2021, per le rate con scadenza di versamento entro il 31 dicembre 2021, il versamento della differenza deve essere effettuato entro il giorno 29 dicembre 2021.
Laddove l’importo autorizzato di esonero non sia sufficiente a coprire tutta la contribuzione sul minimale per la sola competenza del 2021 e per le rate in scadenza entro il 31 dicembre 2021, il contribuente dovrà calcolare la differenza dovuta, imputando l’importo di esonero autorizzato alle rate in ordine cronologico, dalla rata I alla rata III.
Per la predisposizione della codeline per effettuare il versamento con modello F24 dovrà essere utilizzata l’applicazione denominata “Calcolo codeline” posta sul Cassetto previdenziale degli Artigiani e Commercianti, utilizzando: l’importo residuo da versare per la singola rata; la causale AF o CF; il numero della rata; l’anno di imposizione 2021; il periodo dal/periodo al, da impostare rispettivamente “01/2021” e “12/2021”.
Se l’importo dovuto per la rata da versare corrisponde a quanto dovuto originariamente con le rate predisposte con l’imposizione contributiva di maggio 2021, possono essere utilizzati i modelli F24 già predisposti e disponibili sul cassetto nella sezione “Posizione assicurativa – Dati del modello F24”.
Non è oggetto di esonero la contribuzione di competenza 2021 con scadenza di versamento successiva al 31 dicembre 2021 e che sono esclusi gli importi, pur compresi nella suddetta tariffazione, di competenza di annualità pregresse, che dovevano essere versati alle scadenze originarie. Esempio: Titolare artigiano con 3 rate di contribuzione fissa di competenza anno 2021 con scadenza entro il 31 dicembre 2021, con importo pari a € 2.877,12 (€ 959,04*3), pensionato a decorrere dal 1° luglio 2021.
Viene riconosciuto l’esonero per € 1.500,00, (ovvero l’importo complessivo dovuto a titolo di esonero pari a € 3.000,00 riproporzionato rispetto al numero di mesi di attività lavorativa e contemporanea assenza di status di pensionato).
L’importo riconosciuto a titolo di esonero (€ 1.500,00), verrà utilizzato a copertura integrale della prima rata 2021 mentre il residuo importo di € 540,96, sarà utilizzato a copertura parziale della seconda rata 2021. Pertanto, il contribuente deve versare la differenza di € 418,08 (€ 959,04 – € 540,96) a saldo della seconda rata della contribuzione sul minimale di reddito, con F24 causale AF, entro il giorno 29 dicembre 2021. Entro il medesimo termine deve essere versata anche la terza rata, utilizzando la codeline messa a disposizione da parte dell’Istituto con l’imposizione contributiva di maggio 2021.
In caso di esito di “Respinta” per assenza dei requisiti di legge, invece, per il versamento della contribuzione dovuta dovranno essere utilizzate le codeline messe a disposizione da parte dell’Istituto con l’imposizione contributiva di maggio 2021.
Con riferimeto ai contribuenti senza obbligo versamento della contribuzione sul minimale di reddito, l’eventuale importo residuo da versare sarà quantificato dal contribuente come differenza tra la contribuzione dovuta a titolo di acconto anno 2021 e l’importo di esonero concesso, non eccedente il limite massimo di € 3.000.
Il titolare della posizione aziendale, qualora sia anche tenuto al versamento della contribuzione relativa ai coadiuvanti/coadiutori iscritti, dovrà attribuire l’importo dell’esonero autorizzato proporzionalmente ai singoli soggetti in rapporto agli importi dovuti singolarmente.
Per effettuare il versamento della somma residua da pagare possono essere utilizzate le codeline predisposte con l’imposizione contributiva di maggio 2021 che identificano i singoli componenti il nucleo aziendale e che possono essere prelevate, a cura del contribuente o di un suo delegato, tramite l’opzione, contenuta nel “Cassetto previdenziale per Artigiani e Commercianti”, “Posizione assicurativa – Dati del mod. F24”.
Quanto ai soggetti iscritti alla Gestione separata, obbligati al versamento del primo e secondo acconto per l’anno di imposta 2021 (calcolato sul reddito dichiarato per l’anno di imposta 2020) è possibile versare l’eventuale somma dovuta al netto della quota di esonero, con le stesse modalità previste per il pagamento della contribuzione.
Pertanto, il versamento deve essere effettuato compilando il modello F24, nella sezione INPS, e utilizzando il codice tributo PXX o P10 a seconda dell’aliquota applicata (24% se soggetto ad altra forma di previdenza obbligatoria o 25,98% se privo di altra forma di previdenza obbligatoria) entro il giorno 29 dicembre 2021. Contestualmente, verrà inviata un’e-mail di comunicazione dell’esito e questo sarà esposto nel “Cassetto previdenziale Gestione separata liberi professionisti” > “Esonero legge 178/2020”.


Relativamente alla gestione speciale autonoma dei coltivatori diretti, coloni e mezzadri, gli esiti delle domande saranno consultabili nel “Cassetto Previdenziale Autonomi in Agricoltura” > “Comunicazione bidirezionale” > “Esonero contributivo art.1, co 20-22 bis L.178/2020” a decorrere dalla data del 29 novembre 2021.
L’importo autorizzato con riferimento a ciascuna delle tre rate dell’emissione dell’anno 2021 con scadenza nel medesimo anno (I, II e III rata con scadenza rispettivamente, 16 luglio 2021, 16 settembre 2021, 16 novembre 2021) sarà comunicato a mezzo specifica “news individuale”.
Entro il 29 dicembre 2021, i beneficiari dell’esonero dovranno provvedere ai versamenti delle predette rate per la quota eccedente l’importo dell’esonero attribuito alla singola rata, utilizzando le codeline originarie delle rate medesime. Sono esclusi dall’esonero gli importi, pur compresi nella suddetta emissione 2021, riferiti ad annualità pregresse che dovevano essere versati alle scadenze originarie.
L’importo autorizzato sarà ridotto in presenza di una riduzione dell’importo concedibile in relazione ai requisiti indicati nel decreto ministeriale del 17 maggio 2021, della riduzione della contribuzione dovuta per il periodo di riferimento dell’esonero o in presenza di altri esoneri riconosciuti per l’anno 2021.
L’importo dell’esonero relativo a ciascuna delle tre rate sarà contabilizzato nell’estratto conto con riferimento alla prima, seconda e terza rata dell’emissione dell’anno 2021.
Le eccedenze dei versamenti effettuati per le prime tre rate dell’emissione dell’anno 2021 conseguenti all’applicazione dell’esonero, saranno riportati automaticamente in compensazione nei limiti della capienza delle quattro rate dell’emissione 2021. Le eventuali eccedenze di versamento rispetto alla capienza potranno essere compensate con la contribuzione da versare alle scadenze future, secondo le consuete modalità.

Trasporto pubblico locale e rimborso dell’ indennità di malattia


Si forniscono indicazioni sull recupero delle somme spettanti alle aziende del settore del trasporto pubblico locale a titolo di integrazione delle indennità di malattia con riferimento agli anni 2015, 2016, 2017 e 2018.

Le aziende di trasporto, al fine di effettuare il recupero degli oneri sostenuti a titolo delle integrazioni delle indennità di malattia relative agli anni 2015, 2016, 2017 e 2018, devono avvalersi del previsto codice causale “L215”, da valorizzare nell’elemento <Denuncia Aziendale>, <AltrePartiteACredito>, <CausaleACredito>, del flusso Uniemens.
In ragione dell’interessamento di più annualità oggetto di rimborso, le operazioni di conguaglio potranno essere eseguite, dai soli datori di lavoro beneficiari, con una o più denunce contributive aventi scadenza entro il giorno 16 del sesto mese successivo a quello di emanazione della presente circolare.
Propedeutica alle operazioni di conguaglio è l’attribuzione del previsto codice di autorizzazione (C.A.) “4H”, avente il significato di “azienda di trasporto autorizzata al recupero delle somme anticipate per trattamenti speciali aggiuntivi di malattia”.
L’erogazione è subordinata alla verifica del requisito di regolarità in capo alle aziende interessate. Tale requisito è attestato dal possesso del Documento Unic di Regolarità Contributiva.
Pertanto, le Strutture territorialmente competenti a gestire le posizioni delle aziende destinatarie del beneficio al fine dell’attribuzione del previsto C.A. “4H”, dovranno attivare la verifica di regolarità contributiva accedendo alla procedura “Durc on Line” tramite le utenze già attribuite in base alla comunicazione di posta elettronica istituzionale n. 40442 del 14 agosto 2015.
Laddove la verifica di regolarità abbia avuto esito negativo, dalla somma dovuta è trattenuto l’importo corrispondente all’inadempienza evidenziata nel DURC al fine della copertura dell’irregolarità attestata.
 

Gestione separata e aggiornamento domanda NASpI


Qualora l’assicurato richiedente la prestazione NASpI sia iscritto alla Gestione Separata con data di decorrenza antecedente alla data di presentazione della domanda di NASpI, può svolgere attività lavorativa in forma autonoma, compresa l’attività di collaborazione coordinata e continuativa nonché la titolarità di dottorato o assegno di ricerca con borsa di studio, a condizione che comunichi il reddito potenzialmente ricavabile da tale attività.


Il percettore della indennità NASpI che intraprende un’attività lavorativa autonoma o di impresa individuale dalla quale ricava un reddito annuo inferiore al limite pari ad € 4.800 è tenuto ad effettuare all’INPS, entro un mese dall’avvio dell’attività medesima, la comunicazione del reddito annuo presunto; detta comunicazione è finalizzata alla riduzione della prestazione di disoccupazione in misura pari all’80 per cento del reddito previsto derivante dall’attività di lavoro.
Come chiarito in precedenza dall’Inps, il disposto letterale della previsione è da intendersi riferito, oltre che all’ipotesi di intrapresa attività lavorativa in forma autonoma in costanza di percezione NASpI, anche al caso dello svolgimento di attività lavorativa autonoma preesistente alla cessazione involontaria del rapporto di lavoro che ha dato luogo alla indennità NASpI e hanno dettato istruzioni in materia di cumulo con il reddito da lavoro derivante da specifiche ulteriori attività.
Dunque, qualora l’assicurato richiedente la prestazione NASpI sia iscritto alla Gestione Separata con data di decorrenza antecedente alla data di presentazione della domanda di NASpI, può svolgere attività lavorativa in forma autonoma – compresa l’attività di collaborazione coordinata e continuativa nonché la titolarità di dottorato o assegno di ricerca con borsa di studio – a condizione che comunichi il reddito potenzialmente ricavabile da tale attività.
Per liquidare la NASpI, in caso di iscrizione alla Gestione Separata, è necessario conoscere il reddito presunto potenzialmente derivante da un’attività connessa a tale iscrizione, anche in assenza di un contratto di collaborazione in vigore e di mancato svolgimento, anche da anni, di attività che implichi obbligo di versamento dei contributi.
Pertanto, è stato rilasciato l’aggiornamento della domanda NASpI online, rendendo obbligatoria, in presenza di iscrizione alla Gestione Separata, la dichiarazione del reddito presunto anche se pari a “zero”.
Tale modifica permetterà tra l’altro, di ottimizzare l’istruttoria, nell’ambito dell’automazione del processo di lavorazione della NASpI, ampliando il numero di domande che potranno essere istruite automaticamente.


Fondo bilaterale sostegno settore servizi ambientali: domanda di assegno ordinario


Si rendono note le modalità per la presentazione delle domande di accesso all’assegno ordinario garantito dal Fondo bilaterale di solidarietà per il sostegno del reddito del personale del settore dei servizi ambientali.


La domanda di accesso all’assegno ordinario deve essere presentata alla Struttura INPS territorialmente competente in relazione all’unità produttiva non prima di 30 giorni e non oltre il termine di 15 giorni dall’inizio della sospensione o riduzione dell’attività lavorativa; la domanda deve essere presentata esclusivamente in via telematica.
Entrambi i termini hanno natura ordinatoria, pertanto il mancato rispetto degli stessi non determina la perdita del diritto alla prestazione, ma, nel caso di presentazione prima dei 30 giorni, l’irricevibilità della domanda e, nel caso di presentazione oltre i 15 giorni, uno slittamento del termine di decorrenza della prestazione. In caso di presentazione tardiva si applica il disposto di cui all’articolo 15, comma 3, del D.lgs n. 148/2015, in base al quale l’eventuale trattamento di integrazione salariale non potrà avere luogo per periodi anteriori di una settimana rispetto alla data di presentazione (cioè dal lunedì della settimana precedente).
In considerazione del fatto che l’operatività del Fondo si è perfezionata, con la nomina del Comitato amministratore, in data 7 agosto 2020 e che le domande possono essere presentate entro 15 giorni dalla data d’inizio delle sospensioni o riduzioni dell’attività lavorativa, le prestazioni di assegno ordinario sono riconosciute per periodi di sospensione o riduzione dell’attività lavorativa intervenuti a decorrere dal 23 luglio 2020.
Al fine di consentire ai datori di lavoro di presentare le domande nel rispetto dei termini di presentazione su richiamati e garantire ai beneficiari continuità di reddito, in prima applicazione, ai soli fini della presentazione della domanda, il periodo intercorrente tra il 23 luglio 2020 e il 7 ottobre 2021 è neutralizzato. Conseguentemente, per gli eventi di sospensione o riduzione dell’attività lavorativa intervenuti nel periodo c.d. neutralizzato, come sopra individuato, la decorrenza dei 15 giorni utili per la presentazione della domanda di assegno ordinario è il 7 ottobre 2021. Per gli eventi di sospensione o riduzione dell’attività lavorativa verificatisi dal giorno successivo al 7 ottobre 2021, il termine di decorrenza dei 15 giorni coinciderà con la data di inizio dell’evento di sospensione o riduzione dell’attività lavorativa.
Dal 7 ottobre 2021, i datori di lavoro appartenenti al Fondo in esame, inquadrati con c.a. “1Z”, dovranno presentare, al Fondo medesimo, anche le domande con causale “COVID-19”, secondo i termini disposti, da ultimo, con la circolare n. 72/2021.
La procedura, unica per tutti i Fondi di solidarietà, consente ai datori di lavoro l’invio telematico della domanda di accesso alle prestazioni di assegno ordinario. Il servizio per l’invio della domanda è disponibile nel portale INPS www.inps.it. Per accedervi è possibile utilizzare la funzione “Cerca” nella pagina principale inserendo “Accesso ai servizi per aziende e consulenti” oppure selezionare “Servizi per le aziende e consulenti” nell’elenco alfabetico dei servizi, accessibile dal menu della pagina principale al seguente percorso: “Prestazioni e servizi” > “Servizi”.
Dopo avere effettuato l’autenticazione, occorre selezionare, nel menu interno al servizio “CIG e Fondi di solidarietà”, “Fondi di solidarietà”.
Il manuale per Aziende e Consulenti per l’invio telematico delle domande è disponibile all’interno dell’applicazione stessa, nella sezione “Area Download”.